venerdì 30 gennaio 2009

Centri di prigionia per profughi

Ogni tanto anch’io guardo la TV e fa piacere rivedere la faccia di Sabina Guzzanti (affascinante nei panni della Annunziata :-D), e addirittura riesco a sopportare di sentire Casini, la Bindi e il giovane leghista di turno (che magari è ministro… no, dopo ricerca solo capogruppo). Però… però c’è qualcosa che non mi torna…

Come alla fine della puntata farà notare una donna in piazza (io non mi ricordo i nomi!), tutti parlano sempre di “clandestini”, mai di “persone”. E nessuno si chiede perché queste persone arrivano, come ci sono arrivate a Lampedusa, come funziona il mercato, la tratta degli schiavi – perché di questo si tratta.

Penso che a nessuno freghi molto, e io faccio il moralista solo perché ho avuto la gentilezza di ascoltare la storia di qualche immigrato e ho visto qualche film impegnato – e forse, soprattutto, per La nave fantasma di Renato Sarti e Bebo Storti. Però siamo caduti così in basso da lasciarci dire, senza batter ciglio e senza contraddittorio che per identificare un “clandestino” sono necessari 180 giorni nei nuovi centri? 180 giorni di prigionia!
Prendi uno e lo sbatti in galera perché è arrivato in gommone, probabilmente pagando per questo molto più di un aereo in business class e scappando da una guerra e chi sa cos’altro! Mi sembra assurdo.

Il problema dei “clandestini” non esiste, la sicurezza! I pogrom contro i romeni! Quando le cose vanno male, quando il potere deve stringere la morsa, sono sempre pronte nuove prigioni e nuove violenze. Ci sono sempre troppe persone ignoranti, rabbiose, impaurite. E mi fanno una paura fottuta.

giovedì 29 gennaio 2009

Perché parlare in piazza

Ho due perché da spiegarmi: il primo è perché dovrei tenere un blog, il secondo è perché devo usare il primo post per spiegare il primo perché. Comincio dal secondo, è facile: da qualche parte si deve cominciare. Non sono un blogger, penso che ci siano alcune decina di migliaia di blog che iniziano con cose così, ma d'altra parte ci sono alcune migliaia di blog che avranno contenuti simili al mio... Per questo fino a oggi non ho fatto un blog. Lo ritenevo superfluo, in qualche modo ridondante e privo di senso; quella voglia di essere qualcuno che tanto spesso le persone di un certo livello si sentono di dover deridere.

Poi ho visto che ci sono bei blog. Ho capito che quello che mi piace è leggere l'opinione delle persone ed è giusto che chi vuole dica la sua, su ciò che vuole e come vuole. L'ho sempre fatto anch'io, tenendolo per me o per pochi amici. Voglio provare il "rischio" di essere letto, magari giudicato. Magari questo rischio non si avvererà mai, rimarrà uno dei tanti blog che nessuno legge. Chissenefrega, lo scopo non è questo. Qual è, allora? Fare la mia personale scrematura del flusso di notizie, idee, chissà cos'altro; metterci la mia personale e futile opinione, conscio che non sarà mai nuova, mai davvero mia, solo messa qui, in una piazza grande e affollata.

Mi ci sono voluti anni per maturare questa decisione. Adesso ne parlo come se fosse lo scambio di binari della mia vita, invece è una minuzia. Ma importante. E viene tutto da un percorso che... non importa, non adesso. In ogni caso eccomi...

E Guccini c'entra molto, molto di sbieco.